Rischio zero non esiste, la resilienza si

Prevedere un fenomeno naturale come la neve è possibile. Prevedere con esattezza il tipo di danno, la localizzazione del danno che produrrà su un sistema o su una rete (strada-ferrovia-elettricità) non lo è. O almeno non lo è nei termini in cui pensiamo. Possiamo immaginare per esempio che una strada possa essere chiusa, ma non possiamo sapere dove il traliccio si piegherà sotto il peso del ghiaccio, e quale dei cavi dell’alimentazione elettrica dei treno andrà in isolamento, sempre per colpa del ghiaccio.

16195273_10155782522827907_6836038810171273954_n
Ecco cosa succede ai tralicci quando cadono 4 metri di neve

Nei vari gruppi on line, di meteofili social, è tutto un proliferare di previsione che sperano arrivi la neve. A me diverte moltissimo seguirli. Come pure mi interessa molto seguire con attenzione tutto ciò che evolve in tema di previsione e di mitigazione del rischio. Credo sia una delle nuove frontiere del giornalismo scientifico questa di saper far intrecciare dati previsionali, su scenari reali. Dunque seguo con attenzione il dibattito, soprattutto da quando mi sono trovato direttamente coinvolto, nel 2012 nella nevicata che paralizzò Roma.

10476459_10204917812606169_8980820293209371440_n
I passeggeri del treno Roma Viterbo si fanno strada a piedi lungo la ferrovia 3 febbraio 2012. In fondo la stazione di Cesano

In quel caso e nel caso di una singola infrastruttura è possibile arrivare a creare dei modelli, degli scenari che possano in qualche modo indicare (ma non assolutamente prevedere) dove una particolare nevicata creerà delle difficoltà, dove i cumuli potranno favorire la caduta di alberi sui binari, ma non potrà mai arrivare a prevedere esattamente dove e quando questo avverrà. Sono comunque informazioni utili, soprattutto in caso di emergenza perché aiutano ad avere una lettura più nitida dei tanti segnali che arrivano dal territorio e mi permettono di valutare con maggior precisione il rischio e a mettere n campo azioni che mitigano gli effetti dei fenomeni.

Un rischio che, occorre dirlo, non è e non sarà mai uguale a zero. Il rischio zero non esiste!

Advertisements

Siamo un grande paese

Si siamo un grande paese. Siamo una comunità che è capace di far fronte anche alle più incredibili avversità. Dietro le spalle di questo Vigile del Fuoco che sta estraendo vivo dalle macerie dell’Hotel di Rigopiano uno dei bambini che si temeva fossero rimasti uccisi dalla valanga, c’è una catena di uomini, di donne, c’è un sistema complesso di organizzazione di strutture e di coordinamento, che solo un grande Paese è in grado di allestire e mettere in campo. Nonostante questa struttura da agosto ad oggi abbia dovuto far fronte a tre distinte crisi sismiche che hanno investito progressivamente aree e territori sempre più vasti, nonostante l’ultima si sia verificata quando era in corso la seconda, e più violenta tempesta di neve che si ricorda, nonostante le critiche, le polemiche, le ingiurie, erano lì, con le spalle coperte a salvare vite umane.

Io oggi sono orgoglioso non solo dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile, ma di tutto quello che c’è alle loro spalle e che permette loro di fare ciò che fanno! Anche di quelli che tra loro, hanno sbagliato!

 

Grazie

Il codice etico 5 stelle è un bluff

In questi giorni gli iscritti al Movimento 5 stelle dovranno votare un nuovo codice etico da applicare agli eletti del movimento nelle varie cariche. In molti si sono affrettati a parlare di una vera e propria rivoluzione che va a modificare uno dei cardini su cui si basa la narrazione dei cinque stelle, diciamo pure il suo paradigma fondativo. Per la prima volta infatti, il movimento introduce la presunzione di innocenza e ammette che un “avviso di garanzia” non è di per sé una colpa. I casi saranno valutati caso per caso e si introduce l’obbligo, per i rappresentanti eletti dai 5 stelle di comunicare eventuali problemi giudiziari anche se questi interessino membri di una giunta comunale che non appartengono al movimento. Per esempio come nel caso dell’ex assessore Muraro a Roma.

Camera: Di Battista fa gesto manette, Aula insorgeSemplicemente assistiamo a una ulteriore stretta dei gestori del blog sugli eletti del movimento. La regola generale e automatica – le dimissioni immediate – viene sostituita infatti da un sistema di norme che affida in toto il potere discrezionale ai gestori del Blog. A quel punto basterà un post dal blog per stabilire che -faccio un esempio pratico – Pizzarotti è colpevole mentre Raggi è una vittima di un complotto. Insomma non cambierà nulla. E per gli altri, quelli degli altri partiti, resterà sempre in piedi la stessa solita violenza verbale e sociale cui siamo stati fin qui abituati.