Il codice etico 5 stelle è un bluff

In questi giorni gli iscritti al Movimento 5 stelle dovranno votare un nuovo codice etico da applicare agli eletti del movimento nelle varie cariche. In molti si sono affrettati a parlare di una vera e propria rivoluzione che va a modificare uno dei cardini su cui si basa la narrazione dei cinque stelle, diciamo pure il suo paradigma fondativo. Per la prima volta infatti, il movimento introduce la presunzione di innocenza e ammette che un “avviso di garanzia” non è di per sé una colpa. I casi saranno valutati caso per caso e si introduce l’obbligo, per i rappresentanti eletti dai 5 stelle di comunicare eventuali problemi giudiziari anche se questi interessino membri di una giunta comunale che non appartengono al movimento. Per esempio come nel caso dell’ex assessore Muraro a Roma.

Camera: Di Battista fa gesto manette, Aula insorgeSemplicemente assistiamo a una ulteriore stretta dei gestori del blog sugli eletti del movimento. La regola generale e automatica – le dimissioni immediate – viene sostituita infatti da un sistema di norme che affida in toto il potere discrezionale ai gestori del Blog. A quel punto basterà un post dal blog per stabilire che -faccio un esempio pratico – Pizzarotti è colpevole mentre Raggi è una vittima di un complotto. Insomma non cambierà nulla. E per gli altri, quelli degli altri partiti, resterà sempre in piedi la stessa solita violenza verbale e sociale cui siamo stati fin qui abituati.

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