Crisi Rifiuti: oltre il Raccordo c’è di più

 

Discarica con vista
Discarica con vista

La crisi dei rifiuti non è una novità per Roma. Non lo è nemmeno per la sua Area Metropolitana quella immensa area che circonda la Capitale che un tempo era la sua provincia e ora è la sua vera, sterminata periferia. Per conoscere bene la profondità e la serietà di questa crisi che sembra accendersi solo a vampate, occorre andare proprio qui, lungo le arterie e nei paesi della ex Provincia di Roma.

Una prostituta davanti a una discarica abusiva sulla via di Cesano
Una prostituta davanti a una discarica abusiva sulla via di Cesano

Dalla costa, Fiumicino e poi Ladispoli e Cerveteri, passando per le aree interne da Bracciano e poi fino a Campagnano, ovunque le strade sono lastricate del degrado dei sacchetti della immondizia, di rifiuti maleodoranti.

Quasi senza soluzione di continuità in ciascuno dei comuni della provincia i cittadini provano a organizzarsi per porre rimedio allo sfacelo di uno Stato (Governo, Regione, Area Metropolitana, Comuni) che fa una enorme fatica ad organizzare un servizio di raccolta efficiente ed efficace.

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La discarica di Cupinoro ora avrebbe dovuto ospitare un Tmb

Eppure sono queste le aree in cui, a Roma, da più tempo si fa differenziata, con percentuali anche considerevoli.Ed è sempre in queste aree che insistono numerosi impianti per la gestione dei rifiuti: Colleferro, Albano, Cupinoro.

Paradigmatico il caso di Bracciano, cittadina che negli ultimi dieci anni ha visto raddoppiare il numero dei suoi abitanti e che è anche la sede di una discarica – quella di Cupinoro, ormai chiusa ma senza fondi per la gestione del post mortem – che ora nessuno vuole trasformare in un TMB, un impianto capace cioè di fare la selezione dei rifiuti, che è esattamente quello che serve alla città di Roma per risolvere la sua crisi dell’immondizia.

Insomma la soluzione della crisi sarebbe qui, a portata di mano e con benefici reciproci per tutti, per i cittadini romani, che risparmierebbero, per quelli braccianesi che avrebbero non solo i soldi per la messa in sicurezza della discarica, ma anche per copiosi investimenti sul territorio.

Nonostante questo, i bandi di gara per la realizzazione del TMB a Cupinoro continuano ad andare deserti. 

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I sacchi di immondizia raccolti dai volontari di Bracciano, il lavoro è stato fatto domenica 7 agosto, per loro una domenica come tante da un anno in qua.

Così mentre nella cittadina laziale la municipalizzata locale veleggia verso il fallimento, per avere le strade pulite ci si affida al lavoro volontario di un gruppo mai troppo encomiato di cittadini (SalvaguardiAmo Bracciano)

Una follia vera, un capolavoro irrazionale che viene alimentato ad ogni tornata elettorale da comitati, partiti, associazioni, tutti pronti a stracciarsi le vesti contro ogni possibile soluzione. Persino il capping e cioè la chiusura dell’invaso è stata oggetto di grandissima discussione con ricorsi al Tar, accuse, polemiche e l’inevitabile intervento della Commissione Parlamentare sul ciclo dei rifiuti.

Naturalmente, nel grande baraccone della politica cresciuta sulla “monnezza” non poteva mancare l’ormai irrinunciabile riferimento alla mafia, che, come si sa, negli ultimi tempi ha assunto una sua dimensione specifica, anche qui nella Capitale.

baccanelloIn questo contesto, tutto fa brodo, tutto diventa scontro politico. Tutto insomma serve a fare selezione di gruppi dirigenti, di Deputati (ricordate Di Battista e Stefano Vignaroli fuori dai cancelli di Malagrotta?), di Sindaci, di assessori che fanno le corse a spazzare di qui, a pulire di la, a tappare buche, a sistemare panchine.

Insomma, più che stare li a sbattersi in riunioni con gli altri organi dello Stato, alla ricerca di un modo per far funzionare la macchina, si affannano a perdere tempo dietro ai danni causati dal mancato funzionamento di quella stessa macchina. Il guaio è che più si affannano e più vengono votati.

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Una rampa di accesso alla Cassia Bis invasa dalla spazzatura

Centinaia di like per una buca tappata o per un lampione riparato, equivalgono a voti che poi per essere sostenuti avranno sempre bisogno della buca da tappare e della busta di monnezza da raccogliere.

Un  cane che si morde la coda, o se apprezzate l’ironia, un esempio lampante di quella “economia circolare” che Zingaretti e Raggi l’altro giorno esaltavano in una conferenza stampa convocata per dire che non avrebbero fatto un termovalorizzatore per bruciare la monnezza di Roma.

Nel frattempo, dalle parti di Ciampino, da Ardea, da Cecchina, sempre in Provincia, ma stavolta a Sud, arrivano notizie di roghi di rifiuti più o meno pericolosi.

Va tutto bene. 

 

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Serve ecologia nella politica per portare via l’immondizia dalle strade di Roma

Il punto non è il milione di euro in consulenze in 12 anni. Il punto è dannatamente politico. Oltre che, economico, ed ambientale. Che senso ha spedire a mille chilometri di distanza i rifiuti di Roma?

Il paradosso della vicenda è esattamente questo: Roma manda la metà della sua immondizia in Friuli o fuori dalla Regione Lazio, mentre intorno a Roma ci sono discariche come quella di Cupinoro a Bracciano, che sono al palo e senza soldi per la messa in sicurezza.
E’ tutto un dannato caos ideologico, con questa ossessione per una differenziata che non funziona. Ovunque nell’Area Metropolitana, è una discarica abusiva di immondizia.

Io penso che una politica responsabile debba essere in grado di tenere insieme le due cose: risorse per la bonifica di Cupinoro e per la messa in sicurezza di Cupinoro e abbattimento dei costi e maggiore efficienza del trattamento dei rifiuti di Roma. Tutto il resto è grillismo!

BASTA! Chi è eletto ha il dovere di risolvere! Piuttosto sottolineate il fatto che questi signori sono stati eletti in primis per aver impedito di costruire gli impianti necessari a gestire l’immondizia. Alcuni si accampavano fuori le discariche. Cominciamo sul serio a fare ecologia, anche nella politica.